Viareggio, provincia
di Lucca in Toscana. Chiesa di Sant'Andrea, via Sant’Andrea 55. La chiesa
di Sant'Andrea si trova nella parte vecchia di Viareggio, in via Sant'Andrea
55. Nel 1836 il Duca di Lucca Carlo Ludovico di Borbone decretò la costruzione
di una nuova parrocchia a Viareggio, che venne dedicata a Sant'Andrea. Nel 1839
la parrocchia venne assegnata ai Servi di Maria; l'anno successivo Papa Gregorio
XVI emanava un breve pontificio con il quale assegnava in perpetuo la chiesa e
la parrocchia ai Serviti. L'edificio venne costruito insieme all'annessa
canonica nel 1842 su disegno dell'ingegnere Michele Cervelli di Lucca. In
quell'anno l'arcivescovo di Lucca Gian Domenico Stefanelli emanò il decreto per
istituire la nuova parrocchia scorporando da quella della chiesa di
Sant'Antonio. L'ingegnere Cervelli, nella spoglia composizione dell'edificio,
improntata al severo classicismo della Restaurazione, realizzò perfettamente un
linguaggio architettonico decoroso e funzionale a un tempo: quel linguaggio che
nelle intenzioni della committenza pubblica doveva contraddistinguere
l'edilizia di neonato centro marittimo di Viareggio. All'interno della chiesa
si trovano interessanti opere d'arte e numerose reliquie. Qui operò ed è sepolto
sant'Antonio Maria Pucci. Nel giugno del 1963 è stata elevata alla dignità di
basilica minore.
mercoledì 7 giugno 2017
martedì 6 giugno 2017
Trani della provincia, Barletta-Andria-Trani, regione Puglia.
Trani della provincia, Barletta-Andria-Trani, regione Puglia. Il CASTELLO SVEVO DI TRANI fu edificato nella città di Trani nel 1233, sotto il regno di Federico II di Svevia. La costruzione fu iniziata nel 1233 e le opere di fortificazione furono completate nel 1249, secondo il progetto di Filippo Cinardo, conte di Acquaviva e Conversano, gran conestabile e ingegnere militare dell'imperatore, e a cura di Stefano di Romoaldo Carabarese, con fortificazioni "davanti e intorno al castello". Il castello era stato edificato su un banco roccioso situato al centro della rada di Trani, in una zona di basso fondale, che lo proteggeva da eventuali assalti dal mare. Nello stesso sito era sorta in precedenza una modesta torre (X-XI secolo, i cui resti sono stati rinvenuti sotto l'ingresso dell'attuale castello. In questa prima fase era di forma quadrangolare, con torri quadrate agli angoli e cortile centrale. Sui tre lati verso terra venne aggiunto il muro di cinta esterno, in origine percorso da un camminamento, che creava tre ristretti cortili esterni. Un fossato, forse di origine naturale, separava il castello dalla terraferma. Sotto il dominio angioino, vi furono fatte aggiunte e modifiche ad opera dell'architetto militare francese Pierre d'Angicourt. Nel 1268 si tennero nel castello le nozze tra Carlo I d'Angiò e Margherita di Borgogna e nel 1271 quelle del secondogenito di Carlo, Filippo (1254-1277), con Isabelle de Villehardouin (1263-1312), principessa d'Acaia. Tra il 1385 e il 1419 fu in possesso del capitano di ventura Alberico da Barbiano, al quale era stato assegnato dal re di Napoli Carlo III. Passato sotto il dominio spagnolo, sotto Carlo V, nel 1533, subì notevoli trasformazioni, per adeguarlo alle nuove esigenze difensive sorte in seguito all'invenzione della polvere da sparo. L'intervento previde il rafforzamento del lato meridionale, verso la terraferma, e la realizzazione di due bastioni a partire da due delle torri angolari: quadrangolare a nord-est e "a punta di lancia" a sud-ovest. Nel periodo tra il 1586 e il 1677 fu sede del tribunale regio per la provincia della Terra di Bari ("Sacra regia udienza"). A partire dal 1832 subì una serie di lavori per la trasformazione in carcere centrale provinciale, aperto nel 1844; mantenne questa funzione fino al 1974 e nel 1976 venne consegnato alla Soprintendenza ai beni ambientali e artistici della Puglia. Venne successivamente sottoposto a lavori di restauri a partire dal 1979 ed è stato aperto al pubblico il 5 giugno1998.
lunedì 5 giugno 2017
Acicatena, provincia di Catania, regione Sicilia. CHIESA DI SANTA LUCIA (Via Vittorio Emanuele, 205 ).
Acicatena, provincia di Catania, regione Sicilia. CHIESA DI SANTA LUCIA (Via Vittorio Emanuele, 205 ). La chiesa di Santa Lucia, di edificazione cinquecentesca ma riedificata in epoca successiva, ha una semplice facciata di colore chiaro su cui si ammirano il portale e il finestrone in pietra lavica, il dislivello con la strada è colmato da una armonica scalinata in pietra lavica. All'interno della chiesa si trova uno splendido tetto ligneo a cassettoni decorato con motivi floreali. Gli affreschi intorno al Crocifisso della cappella della chiesa, il dipinto rappresentate l'Ultima Cena, le tele con l'Immacolata tra i Santi Anna e Gioacchino e la Trinità con San Michele Arcangelo sono opera di Pietro Paolo. Il figlio maggiore del Vasta, Alessandro (Roma, 1726- Acireale, 1793), ha dipinto alcune storie bibliche ed evangeliche come nella scena con Mosè che mostra agli Israeliti le Tavole della Legge. Tutti gli altari laterali sono abbelliti da stupende colonne tortili decorate con motivi floreali e putti. Alessandro Vasta (Roma, 1726 – Acireale, 1793) è stato un pittore italiano. Fu figlio ed allievo di Paolo, con cui collaborò a diverse opere. Lavorò anche con Vito e Alessandro D'Anna.Le sue opere si possono ammirare ad Acireale presso la Pinacoteca Zelantea ed alcune chiese. Fra queste, l'Oratorio di San Filippo Neri dove si trova una sua tela che fu molto venerata in passato, raffigurante la Madonna della Purità. Altre opere, sempre nella cittadina acese, si possono ammirare presso le chiese di San Sebastiano, Sant'Antonio di Padova, San Camillo, Maria Odigitria e San Domenico. Ad Aci Sant'Antonio realizzò un ciclo di affreschi nel coro del Duomo.
domenica 4 giugno 2017
Catania, capoluogo dell’omonima provincia della regione Sicilia.
Catania, capoluogo dell’omonima provincia della regione Sicilia. CHIESA SANTA MARIA DELLA PURITÀ E DELLA VISITAZIONE. Questa bella chiesa barocca fu fondata nel 1775 con un "reclusorio" destinato ad accogliere fanciulle di ogni ceto perché fossero istruite nelle arti domestiche e educate secondo le regole di S. Francesco di Sales. Da molti anni non viene più officiata. Attualmente è interessata da lavori di restauro.
sabato 3 giugno 2017
Comiso, provincia di Ragusa, regione Sicilia. Basilica Maria SS. Annunziata.
Comiso, provincia di Ragusa, regione Sicilia. Basilica Maria SS. Annunziata. La chiesa fu ricostruita e ampliata sulla preesistente chiesa di origine bizantina di San Nicola e ultimata nel 1591. A causa del terremoto del 1693 il tempio subì danni, ma fu ricostruito in stile neoclassico tra il 1772 e il 1793 su progetto dell'architetto G. B. Cascione Vaccarini, nipote del palermitano G. B. Vaccarini. La cupola, progettata dall'architetto comisano S. Girlando, fu ultimata nel 1885. Posta in cima a una scenografica scalinata, la Chiesa possiede una pianta a croce latina ed è divisa in tre navate, con volta a botte sostenuta da 10 grandi archi a tutto sesto. L'interno è arricchito di opere di notevole importanza, tra cui una statua lignea policroma di S. Nicola che recenti studi hanno datato alla seconda metà del XVI secolo, due tele di S. Fiume raffiguranti La Risurrezione e La Natività, un crocifisso ligneo attribuito a frate Umile da Petralia del XVII sec; una pregevole tela dell'Assunzione di Maria, firmata "Narcisus Guidonius", un monumentale fonte battesimale in marmo e bronzo opera di Mario Rutelli, realizzato nel 1912 e inaugurato il 15 agosto 1913.
venerdì 2 giugno 2017
Acireale, provincia di Catania, regione Sicilia.
Acireale, provincia di Catania, regione Sicilia. La BASILICA DEI SANTI PIETRO E PAOLO fu costruita nel 1550 e ricostruita nel 1608. Ha un prospetto barocco, progettato da Vasta nel 1741. Il campanile è del XIX secolo; un secondo campanile, pur se progettato non venne mai realizzato. L'interno, a navata unica, fu ristrutturato dopo il terremoto del 1818. Vi si trovano alcune tele del Vasta, di Giacinto Platania ed una statua del Cristo alla Colonna, di autore ignoto, molto venerata in città e tradizionalmente portata in processione ogni 70 anni. Nel giugno del 1933 papa Pio XI l'ha elevata alla dignità di basilica minore.
giovedì 1 giugno 2017
Aci Bonaccorsi è un piccolo Comune della Provincia di Catania, regione Sicilia. Palazzo del comune. Piazza della Regione.
Aci
Bonaccorsi è un piccolo Comune della Provincia di Catania, regione Sicilia, con
popolazione di 3.456 abitanti su un territorio di 170 ettari, che si
estende sulla collina litoranea a 362 m. di altitudine, in dolce pendìo
dall'Etna verso il mare. Distante appena 13 Km. dal Capoluogo, il suo clima
mite, tipicamente collinare, il verde rigoglioso dei giardini di agrumi, di
vigneti, di frutteti caratterizzano questo paese come tranquilla e godibile
località residenziale alle porte della grande città. Le origini storiche di
quello che nei "riveli" delle visite pastorali del 1624, conservati
nell'archivio storico della Curia arcivescovile di Catania, veniva chiamato
"Quartiero delli Bonaccursi di Jaci" vanno fatte risalire alla preesistenza
di tre primitivi nuclei abitati consistenti in piccoli gruppi di case distinti
e nettamente separati, sebbene non superassero la distanza di non oltre un
cinquecento metri l'uno dall'altro. Per questi tre "originari"
insediamenti, denominati "Battiati", "Pauloti" e
"Sciara", che daranno vita agli omonimi quartieri non si può fissare
una data di nascita precisa. Tuttavia, è possibile pensarla successiva allo
storico e traumatico avvenimento della colata lavica del 1408. Solo più tardi
l'arcaico nucleo assunse una conformazione più unitaria con il collegamento di
altre due "contrade", "Piazza" e "Lavina", sorta
anche quest'ultima sulla colata lavica del 1408 e inizialmente "luogo di
Eremiti". Etimologia
(origine del nome): La prima parte del nome (presente anche in Acireale) deriva
dal latino Acis flumen, ossia fiume Aci. Secondo altri potrebbe riferirsi al
greco akis che significa "oggetto appuntito". La seconda parte del
nome si riferisce al nome della famiglia Bonaccorsi, proprietaria di una contrada
che si trovava all'interno dei confini del paese.
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