San Gimignano, provincia di Siena
regione Toscana. Duomo. La
Collegiata di Santa Maria Assunta o Duomo di San Gimignano si trova in Piazza
Duomo. E’ situata in cima a una scalinata da cui domina il lato occidentale
dell’omonima piazza. E’ un classico esempio di architettura romanica in
Toscana. Lo sviluppo della chiesa riflette la crescita e l’evoluzione della
città. In origine era una semplice Pieve costruita intorno al 1000. Venne poi
elevata a Propositura nel 1056 per volere del Papa Vittore II. La sua solenne
consacrazione avvenne nel 1148 ad opera del Papa Eugenio III mentre tornava a
Roma lungo la Via Francigena. Tale avvenimento è ricordato in una lapide murata
in facciata. Tra i tesori che nasconde al suo interno, vi è l'affresco che
ricopre interamente le pareti del Duomo e che non è MAI stato sottoposto a
restauro durante i secoli. I colori sono quelli originali, dipinti nel 14°
secolo, e la loro vivacità e brillantezza è semplicemente sbalorditiva. Sebbene
alcune sezioni mostrino dei segni di usura dovuti all'inesorabile trascorrere
del tempo, con qualche tassello mancante (ricordate che San Gimignano fu
bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale), per altre, invece, sembra che
il tempo non sia mai passato o che siano state appena dipinte. Probabilmente
questo dipende anche dal fatto che le finestre laterali furono chiuse durante
la realizzazione dell'affresco, e la minor quantità di luce che penetrava
all'interno ha permesso di limitare i danni. Gli affreschi sono stati solo
rispolverati nel 1999, come parte del compenso che il regista Franco Zeffirelli
ha pagato per poter usare il Duomo in alcune scene del celebre film Tè con
Mussolini (che personalmente vi consiglio di vedere, se ancora non lo avete
fatto). Appena
entrati sulla destra, troverete un ciclo di affreschi dedicati alle storie del
Vecchio Testamento, mentre sulla parete opposta (la destra, se si guarda
l'altare), troverete quelle del Nuovo Testamento. Le scene del Vecchio
Testamento furono dipinte dall'artista senese Bartolo di Fredi, mentre quelle
del Nuovo Testamento sembrano appartenere a qualche artista proveniente dalla
scuola di Simone Martini. Molti ritengono che possa essere identificato con
Lippo Memmi (il cognato di Martini) o suo fratello Federico Memmi, o
addirittura Donato Martini, lo stesso fratello di Simone. In ogni caso, quel
che è certo è che non fu realizzato dallo stesso Simone Martini, dato che si
trovava in Francia in quel periodo. L'altro tesoro che si nasconde all'interno della
Collegiata si trova sulla sinistra del ciclo di affreschi, nella piccola
cappella dedicata a Santa Fina. Qui è celato un vero gioiello dell'arte
rinascimentale, che ha visto la collaborazione di tre grandi maestri
fiorentini: l'architetto Giuliano da Maiano, suo fratello, lo scultore
Benedetto da Maiano e il pittore Domenico Ghirlandaio. Le reliquie di Santa
Fina, santa protettrice della città di San Gimignano, giacciono sotto l'altare
principale.
sabato 6 marzo 2021
venerdì 5 marzo 2021
Camogli, provincia di
Genova, della regione Liguria. Golfo del Paradiso. Il Golfo Paradiso è un piccolo golfo situato sulla
riviera di levante della città metropolitana di Genova, nella parte orientale
del golfo di Genova, nel mar Ligure. Il comprensorio, appartenente all'area
metropolitana di Genova, stretto tra il grande comune del capoluogo ligure e il
promontorio di Portofino, confina a nord con la valle Fontanabuona, ed è
costituito da sette comuni, di cui cinque sul mare (Bogliasco, Pieve Ligure,
Sori, Recco, Camogli) e due senza sbocco sul golfo (Avegno e Uscio). Sul golfo Paradiso s’affaccia Camogli, celebre per la sua imponente e
variopinta palazzata. Centro dalla grande tradizione marinara, fu definita “la
città dei mille bianchi velieri” e raggiunse l’apice del suo prestigio
marittimo alla metà dell’Ottocento quando diede all’Italia capitani di mare,
macchinisti navali e bastimenti. Tra i protagonisti delle vicende che portarono
all’Unità d’Italia c’erano i brigantini, le imbarcazioni che portarono la
tradizione camogliese nel mondo.
giovedì 4 marzo 2021
Napoli capoluogo dell'omonima città metropolitana e della
regione Campania. Basilica di San Lorenzo Maggiore. La basilica di San Lorenzo Maggiore si trova in Via dei
Tribunali. San Lorenzo Maggiore è una delle più antiche basiliche della città,
risalente al XII secolo. La sua storia comincia nel 1235 quando papa Gregorio
IX concesse a Napoli la costruzione di una struttura dedicata a San Lorenzo.
Dal 1270 Carlo I d’Angiò cominciò a partecipare con cospicue sovvenzioni alla
realizzazione del tempio, che alla fine risultò un misto tra stile gotico
francese e francescano. Architetti francesi, infatti, si dedicarono alla
realizzazione dell’abside, unico esempio in Italia, mentre spostandosi verso le
navate si ci avvicina maggiormente allo stile italiano, segno che nel corso
degli sviluppi successivi, la costruzione della chiesa fu affidata a
progettisti locali. Nel corso dei secoli la struttura ha subito numerosi
rimaneggiamenti, anche a causa dei terremoti che hanno colpito la zona.
Inoltre, dal XVI secolo vennero aggiunte opere in stile barocco a coprire
l’aspetto originario: il pavimento venne ricoperto da mattoni, le colonne
decorate con stucchi, gli archi e le finestre gotiche furono ridimensionati e
gli affreschi imbiancati. Fortunatamente, dal 1882 fino al XX secolo, i
numerosi restauri hanno provveduto ad eliminare queste aggiunte, ad eccezione
della facciata e della controfacciata, opera di Ferdinando Sanfelice, della
cappella Cacace e del cappellone di Sant’Antonio, opera di Cosimo Fanzago.
mercoledì 3 marzo 2021
Perugia capoluogo dell’omonima
provincia della regione Umbria. PIAZZA IV NOVEMBRE. E’ situata nel centro storico di
Perugia, e come scrisse Serafino Siepi, "è la piazza più bella e più
vetusta della città, centrale alla medesima". L'asimmetrica piazza si apre
alla convergenza dei cinque assi viari che strutturano la città medievale e per
la sua scenografia ha rappresentato in ogni epoca il luogo privilegiato delle
funzioni urbane: qui era collocato l'antico foro e vi sono conservati monumenti
connessi all'impianto urbanistico della città etrusco-romana. Già luogo
dell'antico Foro romano, divenne nell'Alto medioevo il fulcro convergente e
punto di partenza delle cinque vie principali cittadine, le Vie Regali. Nel X
secolo la sede episcopale fu trasferita nel nuovo tempio di San Lorenzo, e la
piazza si è qualificata quale spazio rappresentativo del potere
politico-religioso, ruolo confermato successivamente dall'insediamento degli
edifici del governo comunale. L'assetto attuale è quello definito con la
ristrutturazione della Platea Comunis o Magna (spazio compreso tra la
Cattedrale e l'odierna Piazza della Repubblica), voluta dal Comune e attuata
tra il XIII e il XV secolo, secondo un preciso progetto urbano teso a
riqualificare l'acropoli cittadina, fulcro della vita collettiva della società
comunale. L'intervento si concentrò sull'ampliamento della Cattedrale di San
Lorenzo e sull'edificazione del Palazzo dei Priori. La piazza mutò il suo
aspetto nel 1591 quando il legato pontificio Domenico Pinelli vi aprì una nuova
e più ampia strada di accesso (l'attuale Via Calderini). La scena urbana è
caratterizzata dalle naturali pendenze del terreno e sulla piazza si affacciano
i maggiori monumenti cittadini.
Ravenna, capoluogo
dell'omonima provincia in Emilia Romagna. Basilica di Sant'Apollinare Nuovo,
via Roma 56. fatta costruire
da Teoderico (493-526) accanto al suo palazzo, fu in origine adibita a Chiesa
palatina, di culto ariano. Dopo la riconquista bizantina e la consacrazione al
culto ortodosso (metà del VI secolo) fu intitolata a San Martino, vescovo di
Tours. Secondo la tradizione, nel IX secolo le reliquie di Sant'Apollinare
furono qui traslate dalla Basilica di Classe e in quell'occasione ricevette la
sua intitolazione a Sant'Apollinare, detta "Nuovo" per distinguerla
da un'altra chiesa dallo stesso nome presente in città. La Basilica presenta
una facciata timpanata, inquadrata da lesene e traforata da una bifora
sormontata da due piccole finestre. In origine, forse, era racchiusa da un
quadriportico, ma attualmente è preceduta da un semplice e armonioso portico di
marmo databile al XVI secolo. Sul lato destro il bel campanile cilindrico,
caratteristico delle costruzioni ravennati, risale al IX o X secolo. Al suo
interno sopravvive la meravigliosa decorazione musiva dell'antica costruzione,
la quale dal punto vista stilistico, iconografico e ideologico consente di
seguire l'evoluzione del mosaico parietale bizantino dall'età teodoriciana a
quella giustinianea. Le 26 scene cristologiche, risalenti al periodo di
Teoderico, rappresentano il più grande ciclo monumentale del Nuovo Testamento
e, fra quelli realizzati a mosaico, il più antico giunto sino a noi.
martedì 2 marzo 2021
Cefalù, in provincia
di Palermo, della Regione Sicilia. DUOMO
DI CEFALÙ (Basilica Cattedrale della Trasfigurazione). Secondo la leggenda,
Sarebbe sorto in seguito al voto fatto al Santissimo Salvatore da Ruggero II (d'Altavilla
di Fara Misuraca Ruggero, figlio secondogenito di Ruggero d'Altavilla e di
Adelasia di Monferrato, nacque il 22 dicembre 1095), scampato ad una tempesta e
approdato sulle spiagge della cittadina. La vera motivazione sembra piuttosto
di natura politico-militare, dato il suo carattere di fortezza. Le vicende
costruttive furono complesse, con notevoli variazioni rispetto al progetto
iniziale, e l'edificio non fu mai completato definitivamente. La posa della
prima pietra avvenne il giorno di Pentecoste dell'anno 1131 alla presenza di
Ugone arcivescovo di Messina a cui la ricostituita Diocesi di Cefalù era
suffraganea e nel 1145 furono realizzati, da manodopera bizantina, i mosaici
nell'abside e sistemati i sarcofagi in porfido che Ruggero II aveva destinato
alla sepoltura sua e della moglie, poi trafugati da Federico II approfittando
dell'assenza temporanea dell'allora vescovo di Cefalù Jocelmo e portati a
Palermo dove ancora oggi si trovano. Le spoglie di Ruggero II avrebbero dovuto
riposare nella navata trasversale della basilica, lo testimoniano le figure in
rilievo rappresentanti il leone: simbolo di regalità; la tartaruga: simbolo di
eternità; il profeta Elia trasportato in cielo dai capelli dell'angelo; Edipo
cieco simboleggiante gli enigmi della vita. Annesso al duomo è un elegante
chiostro con colonne binate sormontate da capitelli figurati, fra i più
notevoli esempi di scultura medievale in Sicilia.
lunedì 1 marzo 2021
Bergamo,
Capoluogo della omonima provincia, della regione Lombardia. Cappella Colleoni,
Piazza Duomo. È senza
dubbio l’edificio più maestoso di Bergamo. La sua facciata decorata da marmi
rossi e bianchi è un capolavoro del Rinascimento italiano; i suoi interni un
concentrato incredibile di opere d’arte: la statua equestre del condottiero
bergamasco Bartolomeo Colleoni, i sarcofagi interamente intarsiati nel marmo,
la delicata tomba della figlia Medea, i legni scolpiti dei banchi. Servirebbero
pagine e pagine solo per descriverli tutti, quello che possiamo suggerirti è di
entrare nella cappella e farti avvolgere da questo fantastico concentrato di
arte! Una curiosità: si narra che toccare a mezzanotte il simbolo araldico
posto sulla cancellata porti fortuna. Vero o no, può essere un’ottima scusa per
una passeggiata nella spettacolare Città Alta notturna! Bartolomeo Colleoni è
stato tra i più celebri capitani di ventura d’Italia. Soldato intrepido, passò
la sua vita a guerreggiare in giro per l’Italia, principalmente al servizio
della Repubblica di Venezia. La sua vita è legata a doppio filo con Bergamo:
qui nacque, qui tornò all’apice del suo potere e qui volle essere seppellito. I
bergamaschi sono quindi molto legati alla sua figura e alle tracce che ha
lasciato sul territorio: dai numerosi castelli nella pianura, alla fitta rete
di canalizzazione da lui voluta, fino alla bellissima cappella in cui riposa.
Non si deve dimenticare però come fosse un uomo forte, quasi brutale! A
proposito della cappella si narra come i canonici di Santa Maria Maggiore
fossero contrari a concedergli lo spazio per la sua edificazione. Bartolomeo
risolse la questione con la diplomazia usuale a un mercenario di 600 anni fa:
mandò i suoi soldati e fece abbattere la vecchia sagrestia della basilica. Che
quest’aneddoto sia vero o no, a noi rimane la bellezza di questa imponente
opera architettonica.
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