Gaiole in
Chianti, provincia di Siena della regione Toscana. Chiesa di San Sigismondo,
Via F. Ferrucci. La Chiesa di San
Sigismondo è il più grande edificio di culto cattolico del borgo toscano, riguardante
al territorio ecclesiastico della Diocesi di Fiesole. Si tratta di una chiesa
moderna: fu infatti, completata nel 1959, nonostante il gusto neogotico dell'intero
complesso, dalla facciata all'interno e fino al campanile, tradisca una (pur
non veritiera) origine antica. Il complesso presenta un corpo di fabbrica a
capanna, con un'ampia facciata in pietra viva (la tipica pietra serena molto
usata in Toscana), e un interno tripartito da archi a tutto sesto, e una
copertura a volte dipinte di colore chiaro. Affiancato alla navata di sinistra,
in posizione indietreggiata, si trova l'ampio campanile, anch'esso di gusto
neogotico, con tre ordini rispettivamente a monofore, bifore e trifore in
ordine crescente verso l'alto. Nel giorno di san Giuseppe lavoratore la tradizione ha
posto anche la festa di Sigismondo (fu il primo sovrano di origine gallica ad
abbracciare il cristianesimo.), re dei Burgundi. Figlio del re Gundobaldo,
governava il territorio intorno a Ginevra. Si convertì all’inizio del VI secolo
per influsso di sant’Avito (Avito fu arcivescovo di Vienne dal 494 circa al 5
febbraio 523. Apparteneva a un'importante famiglia gallo-romana imparentata con
l'imperatore romano Avito e altri illustri personaggi).
martedì 7 giugno 2022
lunedì 6 giugno 2022
domenica 5 giugno 2022
Genova, capoluogo di regione della
Liguria. La
Cattedrale di San Lorenzo è,
da sempre, il centro religioso, storico e artistico della città di Genova. Ne
rappresenta la storia cittadina poiché, durante la lunga vita della Repubblica
di Genova, ne costituiva, insieme al vicino Palazzo Ducale, il suo centro
politico e religioso. All’interno della Cattedrale è allestito il Museo del
Tesoro, un capolavoro della museografia progettato da Franco Albini che
conserva gli oggetti del Tesoro, alcuni dei quali hanno rappresentato e
continuano a incarnare lo spirito della città, come il Sacro Catino, la Cassa
Processionale di San Giovanni Battista e la Croce degli Zaccaria. Visitabile
all’interno di San Lorenzo è il Battistero di San Giovanni con l’antica chiesa
di Santa Maria della Vittoria, mentre ancora collegato alla Cattedrale è il suo
Chiostro dei Canonici, eretto nel XII secolo e tuttora sede del Museo
Diocesano. Le prime notizie certe che attestano l’esistenza della Cattedrale di
San Lorenzo risalgono all’878, anno in cui il vescovo Sabatino predispose la
traslazione delle reliquie di San Romolo. Grazie alle indagini archeologiche si
è potuta escludere la presenza in loco di edifici religiosi anteriori alla
prima metà del VI secolo. La Cattedrale di San Lorenzo non sembra quindi essere
stata la prima sede vescovile della città: le fonti ufficiali e la tradizione
religiosa cittadina ricordano infatti diversi nomi di vescovi risalenti al IV –
V secolo. L’arcivescovo Jacopo da Varagine indica inoltre nella sua Cronaca
Civitatis Ianuae (XIII secolo) l’attuale chiesa di San Siro (allora intitolata
ai Dodici Apostoli) come la prima Cattedrale cittadina. Durante il X secolo, la
Cattedrale di San Lorenzo acquisì una crescente importanza all’interno del
contesto cittadino, sia dal punto di vista religioso che da quello civile,
grazie anche alla sua ottima collocazione nel tessuto urbano: a partire dal
1007, quando l’antica basilica di San Siro fu affidata ai monaci benedettini,
San Lorenzo divenne il polo vescovile (e politico) esclusivo della città,
almeno sino al XIV secolo. Fra il XI e il XII secolo le autorità cittadine
disposero la costruzione di un edificio religioso in grado di rappresentare la
crescente potenza di Genova: il progetto fu affidato ai Magistri Antelami,
maestri architetti, scultori e carpentieri di tradizione romanica provenienti
dalla Valle d’Intelvi (nel comasco). Nel XIII secolo (circa 1230) si decise di
rinnovare totalmente la Cattedrale avviando un nuovo progetto architettonico
che comportò una grandiosa ristrutturazione: l’edificio prese l’aspetto che
ancora oggi conserva di Cattedrale gotica, con l’imponente facciata a due
torri. Benché opera di due artisti di origini franco-normanne, il progetto
gotico prevedeva l’introduzione di diversi elementi decorativi propri della
tradizione architettonica mediterranea in grado di mitigare l’impianto francese
della Cattedrale. Dell’antica costruzione romanica furono salvati i due portali
laterali di San Giovanni e San Gottardo. I lavori subirono però una battuta
d’arresto a metà del XIII secolo, forse a causa di una crisi economica; il
rovinoso incendio nel 1296 comportò poi la sostituzione dei colonnati interni e
di gran parte dei capitelli. A questa fase (primi decenni del Trecento)
risalgono gli affreschi sopravvissuti della controfacciata e delle navate
laterali, opera di un ignoto pittore di tradizione bizantina. Nel corso del XIV
e XV secolo cominciò la costruzione delle cappelle e degli altari sulle navate.
I lavori per la Cappella del Battista, che conserva le ceneri del Precursore,
cominciarono nel 1450. Nel XVI secolo, a causa di un’esplosione del deposito
delle polveri sito nel Palazzo Vescovile, furono restaurate le coperture,
gravemente danneggiate, ad opera dell’architetto manierista Galeazzo Alessi
(1512-1572). All’interno vi operarono i più grandi artisti genovesi e non del
XVI e XVII: Luca Cambiaso (1527-1585) che realizzò alcuni dipinti e affrescò la
Cappella Lercari insieme a Giovanni Battista Castello, detto il Bergamasco
(inizi XVI secolo-1569); Lazzaro Tavarone (1556-1641) al quale i Padri del
Comune affidarono negli anni Venti del XVII secolo la decorazione della zona
absidale con le Storie di San Lorenzo; Federico Barocci (1535-1612) che
realizzò nel 1596 per Matteo Senarega la pala d’altare con la Crocifissione con
Vergine, San Giovanni e San Sebastiano. Infine tra XIX e XX secolo cominciarono
i lavori per il graduale recupero della facies medievale della Cattedrale. In
occasione dell’Anno Giubilare del 2000 si avviarono notevoli restauri che
interessarono gran parte dell’edificio.
sabato 4 giugno 2022
Manarola è una frazione del comune di
Riomaggiore, in provincia della Spezia, regione Liguria. Chiesa di San Lorenzo. Fu costruita nel 1338, ha pianta basilicale a tre navate. All’esterno
la facciata in stile gotico ligure è semplice ma possiede un rosone a dodici
colonnine con trafori e un portale con arco ogivale e la lunetta con un
bassorilievo (martirio di San Lorenzo). All’interno della chiesa possiamo
ammirare:
- sull’altare maggiore, un trittico del XIV secolo che
raffigura la Madonna con il Bambino e due Santi ai lati (San Lorenzo e Santa
Caterina).
- nella navata di sinistra, trittico in legno con santi
(al centro San Lorenzo)
Il campanile del XIV secolo, distaccato dalla chiesa, è
a pianta quadra e precedentemente venne utilizzato come torre di avvistamento.
venerdì 3 giugno 2022
Pisa regione Toscana.
Campo dei miracoli, Torre pendente. Inserita in un contesto
meraviglioso, piazza dei miracoli (patrimonio dell'umanità), si erge la torre
di Pisa, che con la sua inclinazione di 4 gradi, dando la sensazione che possa
cedere da un momento all'altro... suscita l'interesse di migliaia di turisti
curiosi che rimangono ogni anno estasiati ed affascinati dalla singolarità e
stranezza di uno dei monumenti più belli del mondo. Quando si nomina Pisa si
pensa subito alla famosa Torre Pendente, monumento che ha assunto importanza
nei secoli per via della sua accentuata pendenza che ha fatto preoccupare e
allo stesso tempo, ha attratto la curiosità di numerosi esperti e di semplici
turisti; per tale motivo la Torre (campanile della Cattedrale di Santa Maria
Assunta in Piazza del Duomo), è stata rinominata Torre Pendente. Nel 1173
iniziano i lavori di costruzione della torre di Pisa che si conclude però nel
1350, 56metri, 8 piani, 7 campane. La Torre di Pisa, posta su un terreno
argilloso e sabbioso, sembra cominciò ad inclinarsi fin dall'edificazione del
terzo piano tanto che si dovettero sospendere i lavori per poi riprenderli anni
dopo, costruendo i piani successivi con una curvatura in senso opposto alla
pendenza. Il progetto originale si pensa sia stato di Diotisalvi, che nello
stesso periodo stava costruendo anche il Battistero. La costruzione continuò
fino al completamento nel 1350, raggiungendo un'altezza di circa 56 metri e un
peso di 14.523 tonnellate, riuscendo a mantenerla in equilibrio perché la
verticale che passa per il baricentro cade all'interno della base di appoggio. I
piani complessivi sono 8, circondati da una loggetta con archi a tutto sesto,
che riprendono il motivo della facciata della cattedrale e poiché la torre ne
costituisce appunto il campanile, vennero collocate 7 campane: Assunta (la più
grande che pesa 3620 kg), Crocifisso, San Ranieri, Dal Pozzo, Pasquereccia,
Terza, Vespruccio, le quali suonano ancora oggi prima delle messe in Duomo ed a
mezzogiorno tramite un sistema elettronico e che un tempo era adibite ognuna ad
un momento della giornata liturgica. La campana Pasquareccia, la più antica, si
chiamava originariamente Giustizia e si trovava nell'omonimo palazzo e veniva
impiegata per avvisare della morte dei traditori. La struttura del campanile è
costituita da due stanze: una alla base della torre, conosciuta come Sala del
pesce, avendo al suo interno un bassorilievo raffigurante appunto un pesce e
l'altra è la cella campanaria, posta al settimo anello, delimitata dalle mura
del camminamento superiore, a cielo aperto, mentre al centro, tramite
un'apertura, è possibile vedere il pianterreno della torre. Per salire in cima
alla torre, occorre percorrere tre rampe di scale a chiocciola.
giovedì 2 giugno 2022
Lucca, capoluogo di
provincia della regione Toscana. Piazza Napoleone (Piazza Grande). Nonostante ai lucchesi sia nota
come "Piazza Grande", il nome "Piazza Napoleone" rende
l'idea di quel luogo in cui, giungendo dalle stradine della città medievale, ci
si perde in uno spazio nato a immagine delle grandi distese parigine. La piazza
è stata da sempre il centro del potere politico di Lucca, ma il suo aspetto
originario era completamente diverso e la storia degli edifici che popolavano
quel luogo è stata custodita per secoli dal sottosuolo. Fu scelta nel 1322 da Castruccio
Castracani, condottiero Ghibellino della famiglia degli Antelminelli, per
costruirvi la fortezza dell'Augusta e un palazzo, forse ideato da Giotto.
Quando nel 1370 Castruccio fu cacciato via da Lucca, anche l'enorme fortezza,
che si sviluppava su circa un quarto della città, fu completamente rasa al
suolo dal popolo stesso. La sistemazione attuale della piazza, invece, risale
all'età Napoleonica, quando il principato di Lucca, dal 1805 al 1815, fu in
mano a Elisa Bonaparte Baciocchi, la sorella di Napoleone, che decise di
celebrare l'illustre consanguineo dando alla piazza il suo nome. Per la sua costruzione, secondo il
progetto di un architetto italiano e di un francese, non si poté evitare di
spianare case, magazzini, una torre, l'archivio, le botteghe e persino una
chiesa, quella di San Pietro Maggiore; tutto per dare maggiore evidenza e
prestigio al Palazzo Ducale, detto anche Palazzo Pubblico, oggi sede delle
Provincia di Lucca. Le
facciate degli edifici che delimitavano la piazza non erano però così gradevoli
alla vista, perciò si pensò di coprirli con una una fitta cortina di platani,
così come appaiono oggi. Di fronte al palazzo doveva campeggiare una enorme
statua di Napoleone, ma il progetto non ebbe seguito e la statua al centro
dello spazio divenne quella di Maria Luisa di Borbone, dopo che nel 1815 le fu
affidato il comando della città. Nonostante (o forse proprio per) la sistemazione napoleonica, la
piazza divenne un enorme parcheggio fino al 1998 quando, nel corso di una
profonda opera di ristrutturazione, vennero alla luce le fondazioni di tutti
gli edifici che sorgevano in quel luogo prima dell'arrivo dei Baciocchi. Era
infatti noto, soprattutto da antiche stampe e planimetrie, che originariamente
lì c'erano una chiesa e la torre della zecca di Lucca, ma gli scavi hanno
rivelato una affascinante realtà, completamente diversa da quella che appariva
dai disegni antichi. È stato a questo punto che è andata facendosi strada
l'ipotesi che quei resti e quelle fondazioni potessero tutti appartenere
all'Augusta e analizzando gli ambienti che occupavano gran parte della piazza
sono divenute sempre più evidenti le reali dimensioni della fortezza di
Castruccio Castracani, che si riteneva occupasse un'estensione circa
equivalente alla pianta del Palazzo Ducale. Nulla si sa della sua pianta reale,
proprio perché il progetto di un luogo fatto di percorsi segreti che avrebbe
dovuto proteggere Castruccio da ogni pericolo era rimasto circondato da un
alone di assoluta segretezza. Si è scoperto che la fortezza era stata costruita
con una serie di accessi connessi l'uno all'altro in modo che se il nemico
fosse passato indenne attraverso il primo, sarebbe riuscito con difficoltà a
superare gli altri due; nel frattempo Castruccio avrebbe avuto la possibilità
di fuggire agevolmente attraverso la fitta rete di cunicoli approntati proprio
in caso di pericolo, provvisti anche di nicchie per alloggiarvi le torce per
l'illuminazione. Oggi, da centro del potere, la
piazza ogni estate si trasforma nel cuore della vita culturale della città,
dove in una ambientazione spaziosa e suggestiva hanno spesso luogo dei
concerti.
mercoledì 1 giugno 2022
Camogli, provincia di
Genova, della regione Liguria. Golfo del Paradiso. Il Golfo Paradiso è un piccolo golfo situato sulla
riviera di levante della città metropolitana di Genova, nella parte orientale
del golfo di Genova, nel mar Ligure. Il comprensorio, appartenente all'area
metropolitana di Genova, stretto tra il grande comune del capoluogo ligure e il
promontorio di Portofino, confina a nord con la valle Fontanabuona, ed è
costituito da sette comuni, di cui cinque sul mare (Bogliasco, Pieve Ligure,
Sori, Recco, Camogli) e due senza sbocco sul golfo (Avegno e Uscio). Sul golfo Paradiso s’affaccia Camogli, celebre per la sua imponente e
variopinta palazzata. Centro dalla grande tradizione marinara, fu definita “la
città dei mille bianchi velieri” e raggiunse l’apice del suo prestigio
marittimo alla metà dell’Ottocento quando diede all’Italia capitani di mare,
macchinisti navali e bastimenti. Tra i protagonisti delle vicende che portarono
all’Unità d’Italia c’erano i brigantini, le imbarcazioni che portarono la
tradizione camogliese nel mondo.
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