martedì 7 giugno 2022


 

Gaiole in Chianti, provincia di Siena della regione Toscana. Chiesa di San Sigismondo, Via F. Ferrucci. La Chiesa di San Sigismondo è il più grande edificio di culto cattolico del borgo toscano, riguardante al territorio ecclesiastico della Diocesi di Fiesole. Si tratta di una chiesa moderna: fu infatti, completata nel 1959, nonostante il gusto neogotico dell'intero complesso, dalla facciata all'interno e fino al campanile, tradisca una (pur non veritiera) origine antica. Il complesso presenta un corpo di fabbrica a capanna, con un'ampia facciata in pietra viva (la tipica pietra serena molto usata in Toscana), e un interno tripartito da archi a tutto sesto, e una copertura a volte dipinte di colore chiaro. Affiancato alla navata di sinistra, in posizione indietreggiata, si trova l'ampio campanile, anch'esso di gusto neogotico, con tre ordini rispettivamente a monofore, bifore e trifore in ordine crescente verso l'alto. Nel giorno di san Giuseppe lavoratore la tradizione ha posto anche la festa di Sigismondo (fu il primo sovrano di origine gallica ad abbracciare il cristianesimo.), re dei Burgundi. Figlio del re Gundobaldo, governava il territorio intorno a Ginevra. Si convertì all’inizio del VI secolo per influsso di sant’Avito (Avito fu arcivescovo di Vienne dal 494 circa al 5 febbraio 523. Apparteneva a un'importante famiglia gallo-romana imparentata con l'imperatore romano Avito e altri illustri personaggi).

domenica 5 giugno 2022


Genova, capoluogo di regione della Liguria. La Cattedrale di San Lorenzo è, da sempre, il centro religioso, storico e artistico della città di Genova. Ne rappresenta la storia cittadina poiché, durante la lunga vita della Repubblica di Genova, ne costituiva, insieme al vicino Palazzo Ducale, il suo centro politico e religioso. All’interno della Cattedrale è allestito il Museo del Tesoro, un capolavoro della museografia progettato da Franco Albini che conserva gli oggetti del Tesoro, alcuni dei quali hanno rappresentato e continuano a incarnare lo spirito della città, come il Sacro Catino, la Cassa Processionale di San Giovanni Battista e la Croce degli Zaccaria. Visitabile all’interno di San Lorenzo è il Battistero di San Giovanni con l’antica chiesa di Santa Maria della Vittoria, mentre ancora collegato alla Cattedrale è il suo Chiostro dei Canonici, eretto nel XII secolo e tuttora sede del Museo Diocesano. Le prime notizie certe che attestano l’esistenza della Cattedrale di San Lorenzo risalgono all’878, anno in cui il vescovo Sabatino predispose la traslazione delle reliquie di San Romolo. Grazie alle indagini archeologiche si è potuta escludere la presenza in loco di edifici religiosi anteriori alla prima metà del VI secolo. La Cattedrale di San Lorenzo non sembra quindi essere stata la prima sede vescovile della città: le fonti ufficiali e la tradizione religiosa cittadina ricordano infatti diversi nomi di vescovi risalenti al IV – V secolo. L’arcivescovo Jacopo da Varagine indica inoltre nella sua Cronaca Civitatis Ianuae (XIII secolo) l’attuale chiesa di San Siro (allora intitolata ai Dodici Apostoli) come la prima Cattedrale cittadina. Durante il X secolo, la Cattedrale di San Lorenzo acquisì una crescente importanza all’interno del contesto cittadino, sia dal punto di vista religioso che da quello civile, grazie anche alla sua ottima collocazione nel tessuto urbano: a partire dal 1007, quando l’antica basilica di San Siro fu affidata ai monaci benedettini, San Lorenzo divenne il polo vescovile (e politico) esclusivo della città, almeno sino al XIV secolo. Fra il XI e il XII secolo le autorità cittadine disposero la costruzione di un edificio religioso in grado di rappresentare la crescente potenza di Genova: il progetto fu affidato ai Magistri Antelami, maestri architetti, scultori e carpentieri di tradizione romanica provenienti dalla Valle d’Intelvi (nel comasco). Nel XIII secolo (circa 1230) si decise di rinnovare totalmente la Cattedrale avviando un nuovo progetto architettonico che comportò una grandiosa ristrutturazione: l’edificio prese l’aspetto che ancora oggi conserva di Cattedrale gotica, con l’imponente facciata a due torri. Benché opera di due artisti di origini franco-normanne, il progetto gotico prevedeva l’introduzione di diversi elementi decorativi propri della tradizione architettonica mediterranea in grado di mitigare l’impianto francese della Cattedrale. Dell’antica costruzione romanica furono salvati i due portali laterali di San Giovanni e San Gottardo. I lavori subirono però una battuta d’arresto a metà del XIII secolo, forse a causa di una crisi economica; il rovinoso incendio nel 1296 comportò poi la sostituzione dei colonnati interni e di gran parte dei capitelli. A questa fase (primi decenni del Trecento) risalgono gli affreschi sopravvissuti della controfacciata e delle navate laterali, opera di un ignoto pittore di tradizione bizantina. Nel corso del XIV e XV secolo cominciò la costruzione delle cappelle e degli altari sulle navate. I lavori per la Cappella del Battista, che conserva le ceneri del Precursore, cominciarono nel 1450. Nel XVI secolo, a causa di un’esplosione del deposito delle polveri sito nel Palazzo Vescovile, furono restaurate le coperture, gravemente danneggiate, ad opera dell’architetto manierista Galeazzo Alessi (1512-1572). All’interno vi operarono i più grandi artisti genovesi e non del XVI e XVII: Luca Cambiaso (1527-1585) che realizzò alcuni dipinti e affrescò la Cappella Lercari insieme a Giovanni Battista Castello, detto il Bergamasco (inizi XVI secolo-1569); Lazzaro Tavarone (1556-1641) al quale i Padri del Comune affidarono negli anni Venti del XVII secolo la decorazione della zona absidale con le Storie di San Lorenzo; Federico Barocci (1535-1612) che realizzò nel 1596 per Matteo Senarega la pala d’altare con la Crocifissione con Vergine, San Giovanni e San Sebastiano. Infine tra XIX e XX secolo cominciarono i lavori per il graduale recupero della facies medievale della Cattedrale. In occasione dell’Anno Giubilare del 2000 si avviarono notevoli restauri che interessarono gran parte dell’edificio.

sabato 4 giugno 2022


Manarola è una frazione del comune di Riomaggiore, in provincia della Spezia, regione Liguria. Chiesa di San Lorenzo.  Fu costruita nel 1338, ha pianta basilicale a tre navate. All’esterno la facciata in stile gotico ligure è semplice ma possiede un rosone a dodici colonnine con trafori e un portale con arco ogivale e la lunetta con un bassorilievo (martirio di San Lorenzo). All’interno della chiesa possiamo ammirare:
- sull’altare maggiore, un trittico del XIV secolo che raffigura la Madonna con il Bambino e due Santi ai lati (San Lorenzo e Santa Caterina).
- nella navata di sinistra, trittico in legno con santi (al centro San Lorenzo)
Il campanile del XIV secolo, distaccato dalla chiesa, è a pianta quadra e precedentemente venne utilizzato come torre di avvistamento.

venerdì 3 giugno 2022


Pisa regione Toscana. Campo dei miracoli, Torre pendente.  Inserita in un contesto meraviglioso, piazza dei miracoli (patrimonio dell'umanità), si erge la torre di Pisa, che con la sua inclinazione di 4 gradi, dando la sensazione che possa cedere da un momento all'altro... suscita l'interesse di migliaia di turisti curiosi che rimangono ogni anno estasiati ed affascinati dalla singolarità e stranezza di uno dei monumenti più belli del mondo. Quando si nomina Pisa si pensa subito alla famosa Torre Pendente, monumento che ha assunto importanza nei secoli per via della sua accentuata pendenza che ha fatto preoccupare e allo stesso tempo, ha attratto la curiosità di numerosi esperti e di semplici turisti; per tale motivo la Torre (campanile della Cattedrale di Santa Maria Assunta in Piazza del Duomo), è stata rinominata Torre Pendente. Nel 1173 iniziano i lavori di costruzione della torre di Pisa che si conclude però nel 1350, 56metri, 8 piani, 7 campane. La Torre di Pisa, posta su un terreno argilloso e sabbioso, sembra cominciò ad inclinarsi fin dall'edificazione del terzo piano tanto che si dovettero sospendere i lavori per poi riprenderli anni dopo, costruendo i piani successivi con una curvatura in senso opposto alla pendenza. Il progetto originale si pensa sia stato di Diotisalvi, che nello stesso periodo stava costruendo anche il Battistero. La costruzione continuò fino al completamento nel 1350, raggiungendo un'altezza di circa 56 metri e un peso di 14.523 tonnellate, riuscendo a mantenerla in equilibrio perché la verticale che passa per il baricentro cade all'interno della base di appoggio. I piani complessivi sono 8, circondati da una loggetta con archi a tutto sesto, che riprendono il motivo della facciata della cattedrale e poiché la torre ne costituisce appunto il campanile, vennero collocate 7 campane: Assunta (la più grande che pesa 3620 kg), Crocifisso, San Ranieri, Dal Pozzo, Pasquereccia, Terza, Vespruccio, le quali suonano ancora oggi prima delle messe in Duomo ed a mezzogiorno tramite un sistema elettronico e che un tempo era adibite ognuna ad un momento della giornata liturgica. La campana Pasquareccia, la più antica, si chiamava originariamente Giustizia e si trovava nell'omonimo palazzo e veniva impiegata per avvisare della morte dei traditori. La struttura del campanile è costituita da due stanze: una alla base della torre, conosciuta come Sala del pesce, avendo al suo interno un bassorilievo raffigurante appunto un pesce e l'altra è la cella campanaria, posta al settimo anello, delimitata dalle mura del camminamento superiore, a cielo aperto, mentre al centro, tramite un'apertura, è possibile vedere il pianterreno della torre. Per salire in cima alla torre, occorre percorrere tre rampe di scale a chiocciola.

giovedì 2 giugno 2022


Lucca, capoluogo di provincia della regione Toscana. Piazza Napoleone (Piazza Grande). Nonostante ai lucchesi sia nota come "Piazza Grande", il nome "Piazza Napoleone" rende l'idea di quel luogo in cui, giungendo dalle stradine della città medievale, ci si perde in uno spazio nato a immagine delle grandi distese parigine. La piazza è stata da sempre il centro del potere politico di Lucca, ma il suo aspetto originario era completamente diverso e la storia degli edifici che popolavano quel luogo è stata custodita per secoli dal sottosuolo. Fu scelta nel 1322 da Castruccio Castracani, condottiero Ghibellino della famiglia degli Antelminelli, per costruirvi la fortezza dell'Augusta e un palazzo, forse ideato da Giotto. Quando nel 1370 Castruccio fu cacciato via da Lucca, anche l'enorme fortezza, che si sviluppava su circa un quarto della città, fu completamente rasa al suolo dal popolo stesso. La sistemazione attuale della piazza, invece, risale all'età Napoleonica, quando il principato di Lucca, dal 1805 al 1815, fu in mano a Elisa Bonaparte Baciocchi, la sorella di Napoleone, che decise di celebrare l'illustre consanguineo dando alla piazza il suo nome. Per la sua costruzione, secondo il progetto di un architetto italiano e di un francese, non si poté evitare di spianare case, magazzini, una torre, l'archivio, le botteghe e persino una chiesa, quella di San Pietro Maggiore; tutto per dare maggiore evidenza e prestigio al Palazzo Ducale, detto anche Palazzo Pubblico, oggi sede delle Provincia di Lucca. Le facciate degli edifici che delimitavano la piazza non erano però così gradevoli alla vista, perciò si pensò di coprirli con una una fitta cortina di platani, così come appaiono oggi. Di fronte al palazzo doveva campeggiare una enorme statua di Napoleone, ma il progetto non ebbe seguito e la statua al centro dello spazio divenne quella di Maria Luisa di Borbone, dopo che nel 1815 le fu affidato il comando della città. Nonostante (o forse proprio per) la sistemazione napoleonica, la piazza divenne un enorme parcheggio fino al 1998 quando, nel corso di una profonda opera di ristrutturazione, vennero alla luce le fondazioni di tutti gli edifici che sorgevano in quel luogo prima dell'arrivo dei Baciocchi. Era infatti noto, soprattutto da antiche stampe e planimetrie, che originariamente lì c'erano una chiesa e la torre della zecca di Lucca, ma gli scavi hanno rivelato una affascinante realtà, completamente diversa da quella che appariva dai disegni antichi. È stato a questo punto che è andata facendosi strada l'ipotesi che quei resti e quelle fondazioni potessero tutti appartenere all'Augusta e analizzando gli ambienti che occupavano gran parte della piazza sono divenute sempre più evidenti le reali dimensioni della fortezza di Castruccio Castracani, che si riteneva occupasse un'estensione circa equivalente alla pianta del Palazzo Ducale. Nulla si sa della sua pianta reale, proprio perché il progetto di un luogo fatto di percorsi segreti che avrebbe dovuto proteggere Castruccio da ogni pericolo era rimasto circondato da un alone di assoluta segretezza. Si è scoperto che la fortezza era stata costruita con una serie di accessi connessi l'uno all'altro in modo che se il nemico fosse passato indenne attraverso il primo, sarebbe riuscito con difficoltà a superare gli altri due; nel frattempo Castruccio avrebbe avuto la possibilità di fuggire agevolmente attraverso la fitta rete di cunicoli approntati proprio in caso di pericolo, provvisti anche di nicchie per alloggiarvi le torce per l'illuminazione. Oggi, da centro del potere, la piazza ogni estate si trasforma nel cuore della vita culturale della città, dove in una ambientazione spaziosa e suggestiva hanno spesso luogo dei concerti.

mercoledì 1 giugno 2022


Camogli, provincia di Genova, della regione Liguria. Golfo del Paradiso. Il Golfo Paradiso è un piccolo golfo situato sulla riviera di levante della città metropolitana di Genova, nella parte orientale del golfo di Genova, nel mar Ligure. Il comprensorio, appartenente all'area metropolitana di Genova, stretto tra il grande comune del capoluogo ligure e il promontorio di Portofino, confina a nord con la valle Fontanabuona, ed è costituito da sette comuni, di cui cinque sul mare (Bogliasco, Pieve Ligure, Sori, Recco, Camogli) e due senza sbocco sul golfo (Avegno e Uscio). Sul golfo Paradiso s’affaccia Camogli, celebre per la sua imponente e variopinta palazzata. Centro dalla grande tradizione marinara, fu definita “la città dei mille bianchi velieri” e raggiunse l’apice del suo prestigio marittimo alla metà dell’Ottocento quando diede all’Italia capitani di mare, macchinisti navali e bastimenti. Tra i protagonisti delle vicende che portarono all’Unità d’Italia c’erano i brigantini, le imbarcazioni che portarono la tradizione camogliese nel mondo.