Chiesa della Santissima Annunziata dei Catalani, il
primo nome di questa chiesa fu quello di S. Maria di Castellamare ed alcuni
storici sostengono che la chiesa fu fondata nel XII secolo sulle rovine di un antico tempio
di Nettuno.
Un crollo avvenuto nel XIII secolo ne arretrò la facciata di 12 metri. In età
aragonese fu cappella reale e sul finire del Quattrocento fu ceduta a
cortigiani e ricchi mercanti catalani da Pietro d'Aragona, da qui il nome di Santissima
Annunziata dei Catalani. La chiesa, visto il progressivo sollevamento della
città dovuto ai terremoti ed alle ricostruzioni, si trova oggi ad oltre tre
metri sotto il livello stradale. La pianta della chiesa è a basilica di tipo
bizantino divisa in tre navate con un'alta cupola. L'esterno è incorniciato da
due ordini di colonne con eleganti capitelli ed archi intarsiati a due colori.
Sui lati della navata due camminamenti conducono sopra il transetto passando
attraverso eleganti bifore. All'interno sono visibili le influenze
arabo-bizantine. Si trova in via Cesare Battisti, di fronte a piazza Lepanto.
lunedì 1 agosto 2016
sabato 30 luglio 2016
Caprino veronese, fraz. Spiazzi, (Verona), regione Veneto. Santuario della Madonna della Corona. Foto di M. Ardenti.
Il santuario della Madonna della Corona, è situato a Spiazzi, sul confine fra Caprino Veronese e Ferrara di Monte Baldo in provincia di Verona, in un incavo scavato nel monte Baldo. All'interno del santuario vi è la Scala Santa, riproduzione della scala che si trova a Roma vicino alla basilica di San Giovanni in Laterano; è la scala dove Gesù salì e discese più volte nel giorno in cui fu flagellato, coronato di spine e condannato alla morte sulla croce, tingendola così con il suo sangue.
Paternò, provincia di Catania, regione Sicilia. Piazza Indipendenza.
Sull'origine del toponimo «Paternò» nel corso dei secoli, vari studiosi hanno formulato diverse ipotesi su quale possa essere l'origine o il significato del nome della città etnea.
Tra le ipotesi, sono degne di segnalazione quelle dello storico Gaetano Savasta (in Memorie storiche della città di Paternò, 1905), e del linguista Giovanni Alessio, che nei loro studi si sono orientati verso l'ipotesi di un'origine bizantina del nome. In particolare l'Alessio sostiene che il nome di Paternò sia legato a quello del vicino centro di Adernò, anch'esso di origine bizantina, e l'etimologia deriverebbe dall'espressione in lingua greca ep-Adernòn, che significa «verso Adernò». Il Savasta, invece, ha formulato l'ipotesi che il toponimo abbia origine latina e che derivi da Paetram Aitnaion, il cui significato sarebbe «Rocca degli Etnei» (riferendosi all'antico toponimo di Aitna). Ipotesi quest'ultima simile a quella formulata nel XVI secolo dallo storico Leandro Alberti, per il quale il toponimo comparve sotto i Romani.
Favara, regione Sicilia. Castello Chiaramonte.
Il castello chiaramontano di Favara è un castello della seconda metà del Duecento costruito attorno al 1280 da Federico II della nobile famiglia dei Chiaramonte. È stato la residenza di caccia di Federico II di Svevia.
venerdì 29 luglio 2016
Bari Basilica di San Nicola.
La basilica di San Nicola (Chiìse de Sanda Necòle in barese) nel cuore della città vecchia di Bari, è uno dei più fulgidi esempi di architettura del romanico pugliese. La Basilica di San Nicola è pontificia", vale a dire che il suo affidamento ad un determinato ordine religioso spetta direttamente alla Santa Sede. Questo nuovo status giuridico risale al 1929 (Concordato fra Stato e Chiesa), quando lo Stato italiano, incamerando tutte le proprietà della Basilica, rinunciava alla "palatinità" (gestione diretta del re sulla vita del clero) e immetteva la Santa Sede in questa giurisdizione. Nel 1951, ponendo fine all'istituzione del capitolo dei canonici che serviva nella chiesa dalla prima metà del XII secolo, la Basilica fu affidata allOrdine domenicano che ancora presta il suo servizio con un particolare impegno per gli aspetti ecumenici. La Santa Sede, al fine di una più incisiva attività in tal senso, ha anche posto fine alla plurisecolare netta esenzione del clero nicolaiano dall'Arcivescovo di Bari, nominando quest'ultimo "delegato pontificio". Dal momento dell'affidamento di San Nicola ai Domenicani la Santa Sede ha emesso tre documenti fondamentali: Costituzione Apostolica Sacris in aedibus (1951); Costituzione Apostolica Basilicae Nicolaitanae (1968); Costituzione Apostolica A seguito del IX Centenario (1989).
giovedì 28 luglio 2016
Trecastagni, provincia di Catania, regione Sicilia, Chiesa di sant'Antonio da Padova.
Il convento dei Padri Minori riformati, con annessa chiesa di Sant'Antonio di Padova, risale al 1660 e fu costruito con i fondi donati dall'allora principe e dai fedeli. Il convento e la chiesa sono stati recentemente oggetto di restauro; all'interno del convento è possibile ammirare il chiostro, con pilastri in pietra squadrata ed una grande cisterna.
Gli altari all'interno della chiesa sono in legno intagliato di pregevole fattura. Dalla chiesa è possibile accedere ad una stanzetta che era adibita all'imbalsamazione dei cadaveri. Alla destra della Chiesa si trova l'antico cimitero sotterraneo. Dopo l'unità d'Italia, il convento passò allo Stato e fu adibito ad i più svariati usi (tra cui municipio, prefettura, carcere e scuola elementare).
Iscriviti a:
Post (Atom)


