Pisa regione Toscana.
Campo dei miracoli, Torre pendente. Inserita in un contesto
meraviglioso, piazza dei miracoli (patrimonio dell'umanità), si erge la torre
di Pisa, che con la sua inclinazione di 4 gradi, dando la sensazione che possa
cedere da un momento all'altro... suscita l'interesse di migliaia di turisti
curiosi che rimangono ogni anno estasiati ed affascinati dalla singolarità e
stranezza di uno dei monumenti più belli del mondo. Quando si nomina Pisa si
pensa subito alla famosa Torre Pendente, monumento che ha assunto importanza
nei secoli per via della sua accentuata pendenza che ha fatto preoccupare e
allo stesso tempo, ha attratto la curiosità di numerosi esperti e di semplici
turisti; per tale motivo la Torre (campanile della Cattedrale di Santa Maria
Assunta in Piazza del Duomo), è stata rinominata Torre Pendente. Nel 1173
iniziano i lavori di costruzione della torre di Pisa che si conclude però nel
1350, 56metri, 8 piani, 7 campane. La Torre di Pisa, posta su un terreno
argilloso e sabbioso, sembra cominciò ad inclinarsi fin dall'edificazione del
terzo piano tanto che si dovettero sospendere i lavori per poi riprenderli anni
dopo, costruendo i piani successivi con una curvatura in senso opposto alla
pendenza. Il progetto originale si pensa sia stato di Diotisalvi, che nello
stesso periodo stava costruendo anche il Battistero. La costruzione continuò
fino al completamento nel 1350, raggiungendo un'altezza di circa 56 metri e un
peso di 14.523 tonnellate, riuscendo a mantenerla in equilibrio perché la
verticale che passa per il baricentro cade all'interno della base di appoggio. I
piani complessivi sono 8, circondati da una loggetta con archi a tutto sesto,
che riprendono il motivo della facciata della cattedrale e poiché la torre ne
costituisce appunto il campanile, vennero collocate 7 campane: Assunta (la più
grande che pesa 3620 kg), Crocifisso, San Ranieri, Dal Pozzo, Pasquereccia,
Terza, Vespruccio, le quali suonano ancora oggi prima delle messe in Duomo ed a
mezzogiorno tramite un sistema elettronico e che un tempo era adibite ognuna ad
un momento della giornata liturgica. La campana Pasquareccia, la più antica, si
chiamava originariamente Giustizia e si trovava nell'omonimo palazzo e veniva
impiegata per avvisare della morte dei traditori. La struttura del campanile è
costituita da due stanze: una alla base della torre, conosciuta come Sala del
pesce, avendo al suo interno un bassorilievo raffigurante appunto un pesce e
l'altra è la cella campanaria, posta al settimo anello, delimitata dalle mura
del camminamento superiore, a cielo aperto, mentre al centro, tramite
un'apertura, è possibile vedere il pianterreno della torre. Per salire in cima
alla torre, occorre percorrere tre rampe di scale a chiocciola.
giovedì 7 ottobre 2021
mercoledì 6 ottobre 2021
Manarola è una frazione del comune di
Riomaggiore, in provincia della Spezia, regione Liguria. Chiesa di San Lorenzo. Fu costruita nel 1338, ha pianta basilicale a tre navate. All’esterno
la facciata in stile gotico ligure è semplice ma possiede un rosone a dodici
colonnine con trafori e un portale con arco ogivale e la lunetta con un
bassorilievo (martirio di San Lorenzo). All’interno della chiesa possiamo
ammirare:
- sull’altare maggiore, un trittico del XIV secolo che
raffigura la Madonna con il Bambino e due Santi ai lati (San Lorenzo e Santa
Caterina).
- nella navata di sinistra, trittico in legno con santi
(al centro San Lorenzo)
Il campanile del XIV secolo, distaccato dalla chiesa, è
a pianta quadra e precedentemente venne utilizzato come torre di avvistamento.
martedì 5 ottobre 2021
Napoli capoluogo dell'omonima città metropolitana e della
regione Campania. Basilica di San Lorenzo Maggiore. La basilica di San Lorenzo Maggiore si trova in Via dei
Tribunali. San Lorenzo Maggiore è una delle più antiche basiliche della città,
risalente al XII secolo. La sua storia comincia nel 1235 quando papa Gregorio
IX concesse a Napoli la costruzione di una struttura dedicata a San Lorenzo.
Dal 1270 Carlo I d’Angiò cominciò a partecipare con cospicue sovvenzioni alla
realizzazione del tempio, che alla fine risultò un misto tra stile gotico
francese e francescano. Architetti francesi, infatti, si dedicarono alla
realizzazione dell’abside, unico esempio in Italia, mentre spostandosi verso le
navate si ci avvicina maggiormente allo stile italiano, segno che nel corso
degli sviluppi successivi, la costruzione della chiesa fu affidata a
progettisti locali. Nel corso dei secoli la struttura ha subito numerosi
rimaneggiamenti, anche a causa dei terremoti che hanno colpito la zona.
Inoltre, dal XVI secolo vennero aggiunte opere in stile barocco a coprire
l’aspetto originario: il pavimento venne ricoperto da mattoni, le colonne
decorate con stucchi, gli archi e le finestre gotiche furono ridimensionati e
gli affreschi imbiancati. Fortunatamente, dal 1882 fino al XX secolo, i
numerosi restauri hanno provveduto ad eliminare queste aggiunte, ad eccezione
della facciata e della controfacciata, opera di Ferdinando Sanfelice, della
cappella Cacace e del cappellone di Sant’Antonio, opera di Cosimo Fanzago.
lunedì 4 ottobre 2021
Ravenna, capoluogo
dell'omonima provincia in Emilia Romagna. Basilica di Sant'Apollinare Nuovo,
via Roma 56. fatta costruire
da Teoderico (493-526) accanto al suo palazzo, fu in origine adibita a Chiesa
palatina, di culto ariano. Dopo la riconquista bizantina e la consacrazione al
culto ortodosso (metà del VI secolo) fu intitolata a San Martino, vescovo di
Tours. Secondo la tradizione, nel IX secolo le reliquie di Sant'Apollinare
furono qui traslate dalla Basilica di Classe e in quell'occasione ricevette la
sua intitolazione a Sant'Apollinare, detta "Nuovo" per distinguerla
da un'altra chiesa dallo stesso nome presente in città. La Basilica presenta
una facciata timpanata, inquadrata da lesene e traforata da una bifora
sormontata da due piccole finestre. In origine, forse, era racchiusa da un
quadriportico, ma attualmente è preceduta da un semplice e armonioso portico di
marmo databile al XVI secolo. Sul lato destro il bel campanile cilindrico,
caratteristico delle costruzioni ravennati, risale al IX o X secolo. Al suo
interno sopravvive la meravigliosa decorazione musiva dell'antica costruzione,
la quale dal punto vista stilistico, iconografico e ideologico consente di
seguire l'evoluzione del mosaico parietale bizantino dall'età teodoriciana a
quella giustinianea. Le 26 scene cristologiche, risalenti al periodo di
Teoderico, rappresentano il più grande ciclo monumentale del Nuovo Testamento
e, fra quelli realizzati a mosaico, il più antico giunto sino a noi.
domenica 3 ottobre 2021
Trani della
provincia, Barletta-Andria-Trani, regione Puglia. LA CATTEDRALE DI TRANI è
intitolata al santo patrono, San Nicola
Pellegrino, ed è senza dubbio la costruzione più prestigiosa della città
pugliese. Classico esempio di architettura romanica pugliese, la Cattedrale
venne costruita immediatamente dopo la santificazione di San Nicola Pellegrino,
durante la dominazione normanna. Per secoli la cripta (parte della preesistente
chiesa di Santa Maria, precedente chiesa principale) ha custodito insigni
reliquie, ad esempio il corpo della martire orientale Santa Febronia, di cui è
possibile ancora oggi ammirare un pregevole reliquiario del XVIII secolo ed un
dipinto ovale che la raffigurano, presso il Museo Diocesano. La costruzione è
stata realizzata usando il materiale di tufo calcareo tipico della zona: si
tratta della pietra di Trani estratta dalle cave della città, caratterizzata da
un colore roseo chiarissimo, quasi bianco. Il piazzale situato dinanzi
all'edificio romanico si presta ad eventi artistici di vario genere, grazie
alla stupenda cornice offerta dalla maestosità della Cattedrale e dal mare. La
piazza ha ospitato numerosi concerti di artisti internazionali e non, tra cui
George Benson, Massimo Ranieri, Claudio Baglioni e Ludovico Einaudi. Oltre a
rappresentazioni teatrali organizzate dalle diverse parrocchie della città di
Trani, recentemente nel piazzale hanno avuto luogo anche alcuni spettacoli di
Opera.
sabato 2 ottobre 2021
Genova,
capoluogo di regione della Liguria. Chiostro di sant’Andrea. Il chiostro faceva parte di un
complesso monastico le cui prime notizie risalgono al 1009 quando era affidato
all’ordine maschile di S. Benedetto. Circa cento anni dopo il convento era
abitato dalle monache benedettine subentrate ai confratelli maschi. Verso la
metà del XII secolo fu edificato il chiostro. Durante il periodo napoleonico il
monastero fu espropriato e trasformato in carcere. Nel 1904, iniziando i lavori
per la ristrutturazione urbanistica che comprende le odierne piazza Dante e via
XX Settembre, tutto il complesso venne demolito. Grazie alle pressioni
dell’architetto D’Andrade fu salvato il chiostro che rimase, però, per quasi
vent’anni abbandonato nella chiesa di S. Agostino. Finalmente nel 1922 fu
restaurato e collocato nel giardino sottostante la Porta Soprana. La struttura
ha forma rettangolare e si compone di undici coppie di colonnine sui lati
lunghi e di cinque coppie sui lati corti. Le colonnine sorreggono archi con
forma leggermente ogivale e presentano capitelli arricchiti da varie figure : a
tema sacro, rappresentazioni di vita agricola, foglie, aquile con ali spiegate,
cervo con due cani, ecc.. Il chiostro di S. Andrea sistemato nel cuore della
città offre al visitatore un momento di pace e serenità : merita quindi una
visita e una sosta per apprezzarlo meglio.
venerdì 1 ottobre 2021
Perugia capoluogo dell’omonima
provincia della regione Umbria. La BASILICA DI SAN
PIETRO venne edificata intorno al 996 sopra la precedente cattedrale, la
prima sede vescovile di Perugia, esistente sin dal VII secolo. L'entrata della
chiesa è sul lato sinistro del chiostro seicentesco. Domina la basilica il
campanile poligonale, costruito nel 1463-68 a linee gotiche fiorentine. La
basilica venne edificata intorno al 996 sopra la precedente cattedrale, la
prima sede vescovile di Perugia, esistente sin dal VII secolo, anche se i primi
documenti che citano la chiesa sono del 1002. Il primo abate fu Pietro
Vincioli, un nobile perugino, successivamente canonizzato. Nei secoli seguenti
l'abbazia accrebbe enormemente il proprio potere, sino a quando nel 1398 fu
presa e messa a fuoco dai perugini, che rimproveravano all'abate Francesco
Guidalotti di aver preso parte alla congiura contro Biordo Michelotti, capo
della fazione popolare dei Raspanti. Il monastero ebbe un nuovo periodo
d'espansione sotto papa Eugenio IV, che l'unì alla Congregazione di Santa
Giustina di Padova (detta poi Cassinese), facendogli mantenere così una
posizione di prestigio e potere in città.
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